L'anno scorso subito dopo la manifestazione scrissi le mie perplessità riguardo la modifica dell'apertura della 46ma fiera del vino. Ridurre la più importante fiera del mondo ad un evento che si svolgerà da Domenica a Mercoledì mi sembra deleterio oltreché dannoso per chi deve commercializzare, proporre, vendere vino e affini.
Alcune cantine dissentirono da questo, sostenendo che si sarebbero concentrate più sui rivenditori e distributori piuttosto che sul pubblico, a volte "fastidioso". Sostenni che senza QUEL pubblico il vino non si sarebbe consumato. Oggi ci troviamo davanti alla prima fase per capire chi aveva ragione:
- biglietto a 50 euro (50 EURO !!)
- apertura la domenica
- chiusura il mercoledì successivo
Se volevate togliervi dalle scatole i consumatori, avete fatto centro!
Se volevate dare una chance in più a Milano, avete fatto centro!
Il consumatore non viene al Vinitaly per "bere a sbaffo" - chi spende 40, 50 euro per entrare desidera conoscere, informarsi e perché no, assaggiare.
L'evento è un modo per fare comunicazione, per fare marketing, per farsi conoscere, per rimanere nella mente delle persone che apprezzano il vino. Ci possono stare anche i bevitori incoscienti, quelli che sbevazzano tanto per bere, d'altronde si parla di vino non di vernici.
Immaginate se la Coca-Cola, la Pepsi-Cola o la Barilla tanto per citare alcuni Top Spender non facessero le pubblitcità di mantenimento: sarebbe un disastro! Spendono milioni solo per far ricordare il loro marchio nel momento in cui il consumatore dovrà prendere una decisione di acquisto. Il Vinitaly può essere visto come una pubblicità di mantenimento? Assolutamente sì a mio avviso!
Avete danneggiato il consumatore, ora vedremo a chi venderanno i distributori...
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mercoledì 21 marzo 2012
lunedì 19 dicembre 2011
Parola d'ordine: DIVERSIFICARE!
Un ometto sta mettendo mano a tutto ciò che ci rimane in tasca e sta dando un aiuto subliminale alle banche per salvarle dal tracollo finale (prossimo, nonostante questa miserabile losca manovra). Il momento è davvero critico, ogni giorno sento notizie di persone vicine alla disperazione o addirittura arrivate al gesto più estremo: togliersi la vita.
Pur sostenendo che NULLA vale quanto la propria vita mi rendo conto del passaggio epocale che sta mettendo a dura prova tutte le nostre certezze; economiche e personali.
Abbiamo sempre parlato o applicato nozioni e idee di marketing laterale, bene: mai come ora è il caso di applicarle sulla nostra pelle e non più solo su un qualsiasi prodotto di qualsiasi brand che si è affidato a noi "e-marchettari".
Il pensiero laterale sarà la nostra ancora di salvezza: dobbiamo trovare il modo di fare un salto di qualità, dobbiamo trovare il modo di applicarci più di quanto sia stato necessario fare sino ad ora, dobbiamo trovare il modo di abbassare il livello di importanza e di preoccupazione che ci assilla perché esistono due cose che più di ogni altra offuscano il cervello ed il pensiero: l'odio e la paura! E se il cervello non è in condizione di pensare senza condizionamento alcuno, non potrà trovare la via di uscita per aiutarci a sopravvivere.
La via è qui davanti, a portata di mano, ed ognuno di noi ha la possibilità di trovarla. Sarà sufficiente "uscire" dai concetti standard, dal metodo, dalle sicurezze intrinseche al nostro modus operandi che ormai non funziona più.
Qualsiasi negozio che vive questo momento di crisi sta applicando la strategia più ovvia: lo sconto! Niente di più sbagliato prima di Natale... Mettiamoci nei panni del nostro cliente, secondo voi che cosa starà pensando in questo momento, davanti ad una vetrina con il 30 - 40% di sconto? .. ve lo dico io? Ecco: "ma... se fanno questi sconti prima di Natale, cosa succederà "dopo" il Natale? Vuoi vedere che scenderanno ancora? ..allora aspettiamo a comperare, prendiamo solo quei due regalini indispensabili e teniamoci gli acquisti al dopo, quando arriveranno i saldi dei saldi su tutto quello che è rimasto invenduto prima di Natale".. ed intanto il negozio che fa'? Avrà il tempo di aspettare? e dopo, avrà ancora margine per abbassare il prezzo?
Personalmente ritengo che questa non sia la strada giusta, ma ritengo che la soluzione sia esclusivamente all'interno di un'analisi basata sulle reali aspettative e bisogni del cliente... Immaginatevi se un negozio applicasse la formula: il primo e gratis se compri un secondo prodotto entro 3 mesi.. lasci il prezzo del capo e viene rilasciata al cliente una valuta di acquisto che potrà utilizzare nei successivi 3 mesi dalla data del primo acquisto.
Non si tratta di una banalità ma di un'idea sicuramente da perfezionare: in fin dei conti se pensiamo a Groupon, funziona con un margine ancor più ridotto e solo sperando di far ritornare il cliente che ha utilizzato la promozione mentre il negozio avrebbe la sicurezza quasi certa del ritorno, oppure un acquisto effettuato al 100% di valore aggiunto (e subito!).
Diversificare, sia come prodotti sia come strategia di vendita, diventare flessibili e mettere in discussione se stessi e quanto ha funzionato sino ad oggi. Ascoltare i propri clienti, diventare "social" anche nella vita reale, proporsi come one-to-one e fare direct marketing, sono solo alcune delle possibilità che abbiamo a disposizione per salvare capra e cavoli... e si può!
Pur sostenendo che NULLA vale quanto la propria vita mi rendo conto del passaggio epocale che sta mettendo a dura prova tutte le nostre certezze; economiche e personali.
Abbiamo sempre parlato o applicato nozioni e idee di marketing laterale, bene: mai come ora è il caso di applicarle sulla nostra pelle e non più solo su un qualsiasi prodotto di qualsiasi brand che si è affidato a noi "e-marchettari".
Il pensiero laterale sarà la nostra ancora di salvezza: dobbiamo trovare il modo di fare un salto di qualità, dobbiamo trovare il modo di applicarci più di quanto sia stato necessario fare sino ad ora, dobbiamo trovare il modo di abbassare il livello di importanza e di preoccupazione che ci assilla perché esistono due cose che più di ogni altra offuscano il cervello ed il pensiero: l'odio e la paura! E se il cervello non è in condizione di pensare senza condizionamento alcuno, non potrà trovare la via di uscita per aiutarci a sopravvivere.
La via è qui davanti, a portata di mano, ed ognuno di noi ha la possibilità di trovarla. Sarà sufficiente "uscire" dai concetti standard, dal metodo, dalle sicurezze intrinseche al nostro modus operandi che ormai non funziona più.
Qualsiasi negozio che vive questo momento di crisi sta applicando la strategia più ovvia: lo sconto! Niente di più sbagliato prima di Natale... Mettiamoci nei panni del nostro cliente, secondo voi che cosa starà pensando in questo momento, davanti ad una vetrina con il 30 - 40% di sconto? .. ve lo dico io? Ecco: "ma... se fanno questi sconti prima di Natale, cosa succederà "dopo" il Natale? Vuoi vedere che scenderanno ancora? ..allora aspettiamo a comperare, prendiamo solo quei due regalini indispensabili e teniamoci gli acquisti al dopo, quando arriveranno i saldi dei saldi su tutto quello che è rimasto invenduto prima di Natale".. ed intanto il negozio che fa'? Avrà il tempo di aspettare? e dopo, avrà ancora margine per abbassare il prezzo?
Personalmente ritengo che questa non sia la strada giusta, ma ritengo che la soluzione sia esclusivamente all'interno di un'analisi basata sulle reali aspettative e bisogni del cliente... Immaginatevi se un negozio applicasse la formula: il primo e gratis se compri un secondo prodotto entro 3 mesi.. lasci il prezzo del capo e viene rilasciata al cliente una valuta di acquisto che potrà utilizzare nei successivi 3 mesi dalla data del primo acquisto.
Non si tratta di una banalità ma di un'idea sicuramente da perfezionare: in fin dei conti se pensiamo a Groupon, funziona con un margine ancor più ridotto e solo sperando di far ritornare il cliente che ha utilizzato la promozione mentre il negozio avrebbe la sicurezza quasi certa del ritorno, oppure un acquisto effettuato al 100% di valore aggiunto (e subito!).
Diversificare, sia come prodotti sia come strategia di vendita, diventare flessibili e mettere in discussione se stessi e quanto ha funzionato sino ad oggi. Ascoltare i propri clienti, diventare "social" anche nella vita reale, proporsi come one-to-one e fare direct marketing, sono solo alcune delle possibilità che abbiamo a disposizione per salvare capra e cavoli... e si può!
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martedì 19 aprile 2011
Vinitaly 2011 - Critiche personali
VINITALY = la più grande opportunità per la fiera di Verona
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
http://www.4-flying.com
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
http://www.4-flying.com
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