L'anno scorso subito dopo la manifestazione scrissi le mie perplessità riguardo la modifica dell'apertura della 46ma fiera del vino. Ridurre la più importante fiera del mondo ad un evento che si svolgerà da Domenica a Mercoledì mi sembra deleterio oltreché dannoso per chi deve commercializzare, proporre, vendere vino e affini.
Alcune cantine dissentirono da questo, sostenendo che si sarebbero concentrate più sui rivenditori e distributori piuttosto che sul pubblico, a volte "fastidioso". Sostenni che senza QUEL pubblico il vino non si sarebbe consumato. Oggi ci troviamo davanti alla prima fase per capire chi aveva ragione:
- biglietto a 50 euro (50 EURO !!)
- apertura la domenica
- chiusura il mercoledì successivo
Se volevate togliervi dalle scatole i consumatori, avete fatto centro!
Se volevate dare una chance in più a Milano, avete fatto centro!
Il consumatore non viene al Vinitaly per "bere a sbaffo" - chi spende 40, 50 euro per entrare desidera conoscere, informarsi e perché no, assaggiare.
L'evento è un modo per fare comunicazione, per fare marketing, per farsi conoscere, per rimanere nella mente delle persone che apprezzano il vino. Ci possono stare anche i bevitori incoscienti, quelli che sbevazzano tanto per bere, d'altronde si parla di vino non di vernici.
Immaginate se la Coca-Cola, la Pepsi-Cola o la Barilla tanto per citare alcuni Top Spender non facessero le pubblitcità di mantenimento: sarebbe un disastro! Spendono milioni solo per far ricordare il loro marchio nel momento in cui il consumatore dovrà prendere una decisione di acquisto. Il Vinitaly può essere visto come una pubblicità di mantenimento? Assolutamente sì a mio avviso!
Avete danneggiato il consumatore, ora vedremo a chi venderanno i distributori...
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mercoledì 21 marzo 2012
martedì 19 aprile 2011
Vinitaly 2011 - Critiche personali
VINITALY = la più grande opportunità per la fiera di Verona
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
http://www.4-flying.com
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
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