Un ometto sta mettendo mano a tutto ciò che ci rimane in tasca e sta dando un aiuto subliminale alle banche per salvarle dal tracollo finale (prossimo, nonostante questa miserabile losca manovra). Il momento è davvero critico, ogni giorno sento notizie di persone vicine alla disperazione o addirittura arrivate al gesto più estremo: togliersi la vita.
Pur sostenendo che NULLA vale quanto la propria vita mi rendo conto del passaggio epocale che sta mettendo a dura prova tutte le nostre certezze; economiche e personali.
Abbiamo sempre parlato o applicato nozioni e idee di marketing laterale, bene: mai come ora è il caso di applicarle sulla nostra pelle e non più solo su un qualsiasi prodotto di qualsiasi brand che si è affidato a noi "e-marchettari".
Il pensiero laterale sarà la nostra ancora di salvezza: dobbiamo trovare il modo di fare un salto di qualità, dobbiamo trovare il modo di applicarci più di quanto sia stato necessario fare sino ad ora, dobbiamo trovare il modo di abbassare il livello di importanza e di preoccupazione che ci assilla perché esistono due cose che più di ogni altra offuscano il cervello ed il pensiero: l'odio e la paura! E se il cervello non è in condizione di pensare senza condizionamento alcuno, non potrà trovare la via di uscita per aiutarci a sopravvivere.
La via è qui davanti, a portata di mano, ed ognuno di noi ha la possibilità di trovarla. Sarà sufficiente "uscire" dai concetti standard, dal metodo, dalle sicurezze intrinseche al nostro modus operandi che ormai non funziona più.
Qualsiasi negozio che vive questo momento di crisi sta applicando la strategia più ovvia: lo sconto! Niente di più sbagliato prima di Natale... Mettiamoci nei panni del nostro cliente, secondo voi che cosa starà pensando in questo momento, davanti ad una vetrina con il 30 - 40% di sconto? .. ve lo dico io? Ecco: "ma... se fanno questi sconti prima di Natale, cosa succederà "dopo" il Natale? Vuoi vedere che scenderanno ancora? ..allora aspettiamo a comperare, prendiamo solo quei due regalini indispensabili e teniamoci gli acquisti al dopo, quando arriveranno i saldi dei saldi su tutto quello che è rimasto invenduto prima di Natale".. ed intanto il negozio che fa'? Avrà il tempo di aspettare? e dopo, avrà ancora margine per abbassare il prezzo?
Personalmente ritengo che questa non sia la strada giusta, ma ritengo che la soluzione sia esclusivamente all'interno di un'analisi basata sulle reali aspettative e bisogni del cliente... Immaginatevi se un negozio applicasse la formula: il primo e gratis se compri un secondo prodotto entro 3 mesi.. lasci il prezzo del capo e viene rilasciata al cliente una valuta di acquisto che potrà utilizzare nei successivi 3 mesi dalla data del primo acquisto.
Non si tratta di una banalità ma di un'idea sicuramente da perfezionare: in fin dei conti se pensiamo a Groupon, funziona con un margine ancor più ridotto e solo sperando di far ritornare il cliente che ha utilizzato la promozione mentre il negozio avrebbe la sicurezza quasi certa del ritorno, oppure un acquisto effettuato al 100% di valore aggiunto (e subito!).
Diversificare, sia come prodotti sia come strategia di vendita, diventare flessibili e mettere in discussione se stessi e quanto ha funzionato sino ad oggi. Ascoltare i propri clienti, diventare "social" anche nella vita reale, proporsi come one-to-one e fare direct marketing, sono solo alcune delle possibilità che abbiamo a disposizione per salvare capra e cavoli... e si può!
lunedì 19 dicembre 2011
Parola d'ordine: DIVERSIFICARE!
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Strategie. Soluzioni
lunedì 26 settembre 2011
Le 10 cagate SEO di cui non si dovrebbe parlare più
Le 10 cagate SEO di cui non si dovrebbe parlare più
Che dire, pienamente d'accordo!
Ci sono decine, centinaia, migliaia di pseudo SEO che sostengono a piena voce il contrario di quanto descritto in questo articolo.
Ma direi di più: ora stanno dicendo le stesse cose pure i clienti che si sono sentiti riempire le orecchie da tutte queste ridicole affermazioni;
Aggiungo solo che il motore di ricerca identifica una cosa: I CONTENUTI
Se i contenuti sono validi, tu sali
Se i contenuti sono scarsi, tu scendi
...e poi sparisci
PUFF!|
Che dire, pienamente d'accordo!
Ci sono decine, centinaia, migliaia di pseudo SEO che sostengono a piena voce il contrario di quanto descritto in questo articolo.
Ma direi di più: ora stanno dicendo le stesse cose pure i clienti che si sono sentiti riempire le orecchie da tutte queste ridicole affermazioni;
Aggiungo solo che il motore di ricerca identifica una cosa: I CONTENUTI
Se i contenuti sono validi, tu sali
Se i contenuti sono scarsi, tu scendi
...e poi sparisci
PUFF!|
venerdì 19 agosto 2011
Pubblicità in difficoltà... ma non quella in Rete!
In un periodo di "vacche magre" la prima risorsa che i "super intelligenti" direttori tagliano o riducono drasticamente, si identifica nel budget destinato alla Pubblicità, o al marketing in generale. Già, poiché nonostante le famigerate citazioni di illustri personaggi (Ford in primis) che etichettano come "idiozie" i tagli alla comunicazione, la prima cosa che si fà è proprio quella.. la più semplice, la più istintiva, la peggiore in assoluto!
...Ma...
Nonostante sia ancora un nugolo risicato, esistono manager che guardano oltre l'orizzonte (vuoi per passione, vuoi per fortuna, vuoi per istinto) e stanno investendo i loro finanziamenti in strategie di marketing realizzate e indirizzate alla Rete. I risultati, per loro, sono più che soddisfacenti ed il trend degli investimenti è in controtendenza rispetto alla pubblicità tradizionale.
Fare pubblicità (intesa come banner, pannelli, pagine su rivista, etc) costa tanto!
Senza considerare il fatto che molto probabilmente parte dei capitali investiti vanno indirizzati ad un pubblico che ha già optato per scelte verso la concorrenza e non ha assolutamente voglia di cambiare opinione; altra parte dei capitali investiti, invece, è dedicata a persone che non hano assolutamente intenzione di considerare i prodotti pubblicizzati. Resta da sperare che ci sia ancora qualcuno intenzionato a mettere l'attenzione sul nostro messaggio ma del quale non saremo mai in grado di misurarne realmente l'efficacia.
Vi rendete conto di quale sperpero di denaro è stato fatto sino ad oggi?
Ma esiste qualcosa di ben più grave: quanti sono i manager/direttori marketing/vendite (per dirla alla Andy Cavallini) che non hanno la benchè minima intenzione di spostare gli investimenti in Rete? Tantissimi! E per un motivo molto serio: non sanno da che parte cominciare!
i Trend di investimento pubblicitario on line nel 2011 parlano di incremento del 15 % e vista la situazione economica globale direi che è un successone.
Ed il perché direi che è palese: in un mercato in cui la gente si sta spostando al ritmo di due cifre percentuale in Rete, preferendola ai classici media quali tv e stampa per cercare qualsiasi cosa che vada dagli affari ai prodotti ai viaggi e chi più ne ha più ne metta, chi ha capito come gestire il proprio canale comunicativo attraverso una pianificata strategia ha di conseguenza generato profitto con numeri alla mano e dati statistici che per i media tradizionali erano impensabili se non impossibili da ricavare.
Il tutto ad un costo decisamente inferiore !
Fin qui tutto abbastanza chiaro ma non è tutto rose e fiori, e non si tratta (come si pensava durante la bolla speculativa) della gallina dalle uova d'oro. Tanto il mercato è recettivo altrettanto è mutevole; si tratta di un onda mediatica dinamica, viva, interattiva, che si sposta in continuazione alla ricerca di ciò che realmente desidera ed impone quindi la prerogativa di essere sempre preparati a gestire i flussi di investimento verso direzioni variabili a seconda del trend di attenzione che i navigatori prediligono.
Fiducia - trasparenza - efficienza saranno le parole chiave per aprire la via del successo. Servono, da parte dei fornitori di servizi di web marketing, una presenza costante sulla Rete (reputazione digitale) una conoscenza approfondita dei canali di comunicazione (soprattutto dei Social Network) una buona se non ottima Rete Sociale, un'offerta internazionale di servizi on line... e non è poco...
...Ma...
Nonostante sia ancora un nugolo risicato, esistono manager che guardano oltre l'orizzonte (vuoi per passione, vuoi per fortuna, vuoi per istinto) e stanno investendo i loro finanziamenti in strategie di marketing realizzate e indirizzate alla Rete. I risultati, per loro, sono più che soddisfacenti ed il trend degli investimenti è in controtendenza rispetto alla pubblicità tradizionale.
Fare pubblicità (intesa come banner, pannelli, pagine su rivista, etc) costa tanto!
Senza considerare il fatto che molto probabilmente parte dei capitali investiti vanno indirizzati ad un pubblico che ha già optato per scelte verso la concorrenza e non ha assolutamente voglia di cambiare opinione; altra parte dei capitali investiti, invece, è dedicata a persone che non hano assolutamente intenzione di considerare i prodotti pubblicizzati. Resta da sperare che ci sia ancora qualcuno intenzionato a mettere l'attenzione sul nostro messaggio ma del quale non saremo mai in grado di misurarne realmente l'efficacia.
Vi rendete conto di quale sperpero di denaro è stato fatto sino ad oggi?
Ma esiste qualcosa di ben più grave: quanti sono i manager/direttori marketing/vendite (per dirla alla Andy Cavallini) che non hanno la benchè minima intenzione di spostare gli investimenti in Rete? Tantissimi! E per un motivo molto serio: non sanno da che parte cominciare!
i Trend di investimento pubblicitario on line nel 2011 parlano di incremento del 15 % e vista la situazione economica globale direi che è un successone.
Ed il perché direi che è palese: in un mercato in cui la gente si sta spostando al ritmo di due cifre percentuale in Rete, preferendola ai classici media quali tv e stampa per cercare qualsiasi cosa che vada dagli affari ai prodotti ai viaggi e chi più ne ha più ne metta, chi ha capito come gestire il proprio canale comunicativo attraverso una pianificata strategia ha di conseguenza generato profitto con numeri alla mano e dati statistici che per i media tradizionali erano impensabili se non impossibili da ricavare.
Il tutto ad un costo decisamente inferiore !
Fin qui tutto abbastanza chiaro ma non è tutto rose e fiori, e non si tratta (come si pensava durante la bolla speculativa) della gallina dalle uova d'oro. Tanto il mercato è recettivo altrettanto è mutevole; si tratta di un onda mediatica dinamica, viva, interattiva, che si sposta in continuazione alla ricerca di ciò che realmente desidera ed impone quindi la prerogativa di essere sempre preparati a gestire i flussi di investimento verso direzioni variabili a seconda del trend di attenzione che i navigatori prediligono.
Fiducia - trasparenza - efficienza saranno le parole chiave per aprire la via del successo. Servono, da parte dei fornitori di servizi di web marketing, una presenza costante sulla Rete (reputazione digitale) una conoscenza approfondita dei canali di comunicazione (soprattutto dei Social Network) una buona se non ottima Rete Sociale, un'offerta internazionale di servizi on line... e non è poco...
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martedì 26 luglio 2011
la pubblicità? Siamo noi
Non so se alcuni di voi hanno fatto caso a questo fenomeno ma sempre più spesso, ogni volta che navighiamo, ci troviamo zitta zitta quatta quatta una pubblicità con argomento relativo alle pagine visitate..
Che strano pensiamo, ma come fanno a sapere tutto questo? Come fanno a conoscere i miei gusti?
No non li conoscono proprio! Se vi capitasse di navigare solo per curiosità su siti dei quali poco vi attira, come per magia... ZAC! ecco un google adword o un banner tutto per voi pronto a mostrarvi messaggi promozionali relativi all'argomento che vi aveva incuriosito ma non interessato..
E allora che succede?
Succede che noi lasciamo sempre più traccia di tutto quello che facciamo, a maggior ragione su Internet.. i famosi "cookie" benchè innocui, riescono a tracciare un pseudo profilo dei nostri gusti e delle nostre preferenze dettagliando così (per i markettari) analisi che indicano dove e come i gusti delle oche si stanno dirigendo e verso quali mangimi sono più attratte.
Ma ciò che potrebbe risultare per alcuni più preoccupante sta nel fatto che questi cookies stanno per trasformarsi in cookie permanenti (o quasi) per dare un profilo molto più dettagliato dell'utenza evitando così quelle false indicazioni date da informazioni richieste occasionalmente alla Rete. Si tratta di una situazione che traccia la nostra regola comportamentale andando così ad implementare enormi banche dati in cui vengono depositate tutte queste informazioni dalle quali poi ne scaturirà la futura strategia per il prodotto richiesto. A dispetto della nostra privacy....
Alcuni browser danno la possibilità nelle loro impostazioni di cancellare i cookies ma come succede nella lotta tra virus e antivirus anche qui si cerca sempre la soluzione alla indelebilità del biscottino malefico.
Alcune considerazioni sulla sicurezza e sulla privacy in merito ai cookies la trovate qui http://www.enisa.europa.eu/act/it/library/pp/cookies
Quindi, occhi a quello che fate a cosa dite a come navigate... qualcuno ti sta già ascoltando ;o)
Che strano pensiamo, ma come fanno a sapere tutto questo? Come fanno a conoscere i miei gusti?
No non li conoscono proprio! Se vi capitasse di navigare solo per curiosità su siti dei quali poco vi attira, come per magia... ZAC! ecco un google adword o un banner tutto per voi pronto a mostrarvi messaggi promozionali relativi all'argomento che vi aveva incuriosito ma non interessato..
E allora che succede?
Succede che noi lasciamo sempre più traccia di tutto quello che facciamo, a maggior ragione su Internet.. i famosi "cookie" benchè innocui, riescono a tracciare un pseudo profilo dei nostri gusti e delle nostre preferenze dettagliando così (per i markettari) analisi che indicano dove e come i gusti delle oche si stanno dirigendo e verso quali mangimi sono più attratte.
Ma ciò che potrebbe risultare per alcuni più preoccupante sta nel fatto che questi cookies stanno per trasformarsi in cookie permanenti (o quasi) per dare un profilo molto più dettagliato dell'utenza evitando così quelle false indicazioni date da informazioni richieste occasionalmente alla Rete. Si tratta di una situazione che traccia la nostra regola comportamentale andando così ad implementare enormi banche dati in cui vengono depositate tutte queste informazioni dalle quali poi ne scaturirà la futura strategia per il prodotto richiesto. A dispetto della nostra privacy....
Alcuni browser danno la possibilità nelle loro impostazioni di cancellare i cookies ma come succede nella lotta tra virus e antivirus anche qui si cerca sempre la soluzione alla indelebilità del biscottino malefico.
Alcune considerazioni sulla sicurezza e sulla privacy in merito ai cookies la trovate qui http://www.enisa.europa.eu/act/it/library/pp/cookies
Quindi, occhi a quello che fate a cosa dite a come navigate... qualcuno ti sta già ascoltando ;o)
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