In un periodo di "vacche magre" la prima risorsa che i "super intelligenti" direttori tagliano o riducono drasticamente, si identifica nel budget destinato alla Pubblicità, o al marketing in generale. Già, poiché nonostante le famigerate citazioni di illustri personaggi (Ford in primis) che etichettano come "idiozie" i tagli alla comunicazione, la prima cosa che si fà è proprio quella.. la più semplice, la più istintiva, la peggiore in assoluto!
...Ma...
Nonostante sia ancora un nugolo risicato, esistono manager che guardano oltre l'orizzonte (vuoi per passione, vuoi per fortuna, vuoi per istinto) e stanno investendo i loro finanziamenti in strategie di marketing realizzate e indirizzate alla Rete. I risultati, per loro, sono più che soddisfacenti ed il trend degli investimenti è in controtendenza rispetto alla pubblicità tradizionale.
Fare pubblicità (intesa come banner, pannelli, pagine su rivista, etc) costa tanto!
Senza considerare il fatto che molto probabilmente parte dei capitali investiti vanno indirizzati ad un pubblico che ha già optato per scelte verso la concorrenza e non ha assolutamente voglia di cambiare opinione; altra parte dei capitali investiti, invece, è dedicata a persone che non hano assolutamente intenzione di considerare i prodotti pubblicizzati. Resta da sperare che ci sia ancora qualcuno intenzionato a mettere l'attenzione sul nostro messaggio ma del quale non saremo mai in grado di misurarne realmente l'efficacia.
Vi rendete conto di quale sperpero di denaro è stato fatto sino ad oggi?
Ma esiste qualcosa di ben più grave: quanti sono i manager/direttori marketing/vendite (per dirla alla Andy Cavallini) che non hanno la benchè minima intenzione di spostare gli investimenti in Rete? Tantissimi! E per un motivo molto serio: non sanno da che parte cominciare!
i Trend di investimento pubblicitario on line nel 2011 parlano di incremento del 15 % e vista la situazione economica globale direi che è un successone.
Ed il perché direi che è palese: in un mercato in cui la gente si sta spostando al ritmo di due cifre percentuale in Rete, preferendola ai classici media quali tv e stampa per cercare qualsiasi cosa che vada dagli affari ai prodotti ai viaggi e chi più ne ha più ne metta, chi ha capito come gestire il proprio canale comunicativo attraverso una pianificata strategia ha di conseguenza generato profitto con numeri alla mano e dati statistici che per i media tradizionali erano impensabili se non impossibili da ricavare.
Il tutto ad un costo decisamente inferiore !
Fin qui tutto abbastanza chiaro ma non è tutto rose e fiori, e non si tratta (come si pensava durante la bolla speculativa) della gallina dalle uova d'oro. Tanto il mercato è recettivo altrettanto è mutevole; si tratta di un onda mediatica dinamica, viva, interattiva, che si sposta in continuazione alla ricerca di ciò che realmente desidera ed impone quindi la prerogativa di essere sempre preparati a gestire i flussi di investimento verso direzioni variabili a seconda del trend di attenzione che i navigatori prediligono.
Fiducia - trasparenza - efficienza saranno le parole chiave per aprire la via del successo. Servono, da parte dei fornitori di servizi di web marketing, una presenza costante sulla Rete (reputazione digitale) una conoscenza approfondita dei canali di comunicazione (soprattutto dei Social Network) una buona se non ottima Rete Sociale, un'offerta internazionale di servizi on line... e non è poco...
venerdì 19 agosto 2011
martedì 26 luglio 2011
la pubblicità? Siamo noi
Non so se alcuni di voi hanno fatto caso a questo fenomeno ma sempre più spesso, ogni volta che navighiamo, ci troviamo zitta zitta quatta quatta una pubblicità con argomento relativo alle pagine visitate..
Che strano pensiamo, ma come fanno a sapere tutto questo? Come fanno a conoscere i miei gusti?
No non li conoscono proprio! Se vi capitasse di navigare solo per curiosità su siti dei quali poco vi attira, come per magia... ZAC! ecco un google adword o un banner tutto per voi pronto a mostrarvi messaggi promozionali relativi all'argomento che vi aveva incuriosito ma non interessato..
E allora che succede?
Succede che noi lasciamo sempre più traccia di tutto quello che facciamo, a maggior ragione su Internet.. i famosi "cookie" benchè innocui, riescono a tracciare un pseudo profilo dei nostri gusti e delle nostre preferenze dettagliando così (per i markettari) analisi che indicano dove e come i gusti delle oche si stanno dirigendo e verso quali mangimi sono più attratte.
Ma ciò che potrebbe risultare per alcuni più preoccupante sta nel fatto che questi cookies stanno per trasformarsi in cookie permanenti (o quasi) per dare un profilo molto più dettagliato dell'utenza evitando così quelle false indicazioni date da informazioni richieste occasionalmente alla Rete. Si tratta di una situazione che traccia la nostra regola comportamentale andando così ad implementare enormi banche dati in cui vengono depositate tutte queste informazioni dalle quali poi ne scaturirà la futura strategia per il prodotto richiesto. A dispetto della nostra privacy....
Alcuni browser danno la possibilità nelle loro impostazioni di cancellare i cookies ma come succede nella lotta tra virus e antivirus anche qui si cerca sempre la soluzione alla indelebilità del biscottino malefico.
Alcune considerazioni sulla sicurezza e sulla privacy in merito ai cookies la trovate qui http://www.enisa.europa.eu/act/it/library/pp/cookies
Quindi, occhi a quello che fate a cosa dite a come navigate... qualcuno ti sta già ascoltando ;o)
Che strano pensiamo, ma come fanno a sapere tutto questo? Come fanno a conoscere i miei gusti?
No non li conoscono proprio! Se vi capitasse di navigare solo per curiosità su siti dei quali poco vi attira, come per magia... ZAC! ecco un google adword o un banner tutto per voi pronto a mostrarvi messaggi promozionali relativi all'argomento che vi aveva incuriosito ma non interessato..
E allora che succede?
Succede che noi lasciamo sempre più traccia di tutto quello che facciamo, a maggior ragione su Internet.. i famosi "cookie" benchè innocui, riescono a tracciare un pseudo profilo dei nostri gusti e delle nostre preferenze dettagliando così (per i markettari) analisi che indicano dove e come i gusti delle oche si stanno dirigendo e verso quali mangimi sono più attratte.
Ma ciò che potrebbe risultare per alcuni più preoccupante sta nel fatto che questi cookies stanno per trasformarsi in cookie permanenti (o quasi) per dare un profilo molto più dettagliato dell'utenza evitando così quelle false indicazioni date da informazioni richieste occasionalmente alla Rete. Si tratta di una situazione che traccia la nostra regola comportamentale andando così ad implementare enormi banche dati in cui vengono depositate tutte queste informazioni dalle quali poi ne scaturirà la futura strategia per il prodotto richiesto. A dispetto della nostra privacy....
Alcuni browser danno la possibilità nelle loro impostazioni di cancellare i cookies ma come succede nella lotta tra virus e antivirus anche qui si cerca sempre la soluzione alla indelebilità del biscottino malefico.
Alcune considerazioni sulla sicurezza e sulla privacy in merito ai cookies la trovate qui http://www.enisa.europa.eu/act/it/library/pp/cookies
Quindi, occhi a quello che fate a cosa dite a come navigate... qualcuno ti sta già ascoltando ;o)
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giovedì 30 giugno 2011
Stamperemo per sempre? (III parte - e ultima)
Dopo aver redatto i due articoli precedenti, eccoci al pensiero finale al quale sono arrivato osservando tutti i cambiamenti che si sono succeduti nel mondo delle Arti Grafiche.
Vi ricordate le pellicole a "tono continuo"? E poi la retinatura diretta con i "retini magenta" e i "retini grigi"? Filtro blu e filtro giallo per regolare le esposizioni e in funzione di un range di densità standardizzato per arrivare poi alla pellicola retinata da 5-95%? ... e successivamente gli scanner a tamburo? Ricordo un Crosfield 646 pagato 350.000 (trecentocinquanta milioni di lire!) per esguire le scansioni dei fotocolor o dei bozzetti colore... Acquistare un "sistema integrato" costava cifre che partivano da 1.000.000.000 (sì proprio così: UN MILIARDO di lire) per eseguire le impaginazioni di depliant o cataloghi; fino ad arrivare ai primi Mac per iniziare l'avventura del DTP: il Desk Top Publishing (il primo Mac interfacciato con lo scanner Crosfield era un Fx con 120Mb di memoria Ram e 1Gb di Hard Disk l'ho acquistato per la modica cifra di 120.000.000 di lire)...
A leggere tutto questo sembrano passati almeno 100 anni, vero? E invece no! Solo 30...
In questi 30 anni posso contare almeno 5 passaggi epocali: la pellicola a tono continuo, la retinatura diretta, lo scanner per l'acquisizione immagini, il sistema integrato, il DTP. Ma se guardiamo gli ultimi 3 anni dobbiamo aggiungere la fotografia digitale a tutti gli effetti, gli SmartPhone, i Tablet con le App su iOS, Android etc ...
Fatto tutto questo escursus storico, provate ad immaginare quanta "conoscenza" (ricordate il concetto iniziale?) che prima era trasferita su carta ora si trova su piattaforme digitali: più veloci, più economiche, più complete, più dinamiche, più aggiornabili.
Sono convinto che in men che non si dica, molta carta stampata finirà in Gigabyte.. anzi sta già succedendo alla velocità del suono (della luce mi sembra troppo dai...).
Nonostante molti "markettari" non si siano ancora resi conto dello spostamento delle masse verso canali di comunicazione diversi dalla tv e dalla carta stampata, stiamo vivendo una fase di cambiamento importante a tutti i livelli.
La macchina da stampa come è intesa oggi ha la stessa obsolescenza delle automobili con il motore a scoppio. Roba inutile ormai... ma qualcuno fa ancora finta di niente.
Vi ricordate le pellicole a "tono continuo"? E poi la retinatura diretta con i "retini magenta" e i "retini grigi"? Filtro blu e filtro giallo per regolare le esposizioni e in funzione di un range di densità standardizzato per arrivare poi alla pellicola retinata da 5-95%? ... e successivamente gli scanner a tamburo? Ricordo un Crosfield 646 pagato 350.000 (trecentocinquanta milioni di lire!) per esguire le scansioni dei fotocolor o dei bozzetti colore... Acquistare un "sistema integrato" costava cifre che partivano da 1.000.000.000 (sì proprio così: UN MILIARDO di lire) per eseguire le impaginazioni di depliant o cataloghi; fino ad arrivare ai primi Mac per iniziare l'avventura del DTP: il Desk Top Publishing (il primo Mac interfacciato con lo scanner Crosfield era un Fx con 120Mb di memoria Ram e 1Gb di Hard Disk l'ho acquistato per la modica cifra di 120.000.000 di lire)...
A leggere tutto questo sembrano passati almeno 100 anni, vero? E invece no! Solo 30...
In questi 30 anni posso contare almeno 5 passaggi epocali: la pellicola a tono continuo, la retinatura diretta, lo scanner per l'acquisizione immagini, il sistema integrato, il DTP. Ma se guardiamo gli ultimi 3 anni dobbiamo aggiungere la fotografia digitale a tutti gli effetti, gli SmartPhone, i Tablet con le App su iOS, Android etc ...
Fatto tutto questo escursus storico, provate ad immaginare quanta "conoscenza" (ricordate il concetto iniziale?) che prima era trasferita su carta ora si trova su piattaforme digitali: più veloci, più economiche, più complete, più dinamiche, più aggiornabili.
Sono convinto che in men che non si dica, molta carta stampata finirà in Gigabyte.. anzi sta già succedendo alla velocità del suono (della luce mi sembra troppo dai...).
Nonostante molti "markettari" non si siano ancora resi conto dello spostamento delle masse verso canali di comunicazione diversi dalla tv e dalla carta stampata, stiamo vivendo una fase di cambiamento importante a tutti i livelli.
La macchina da stampa come è intesa oggi ha la stessa obsolescenza delle automobili con il motore a scoppio. Roba inutile ormai... ma qualcuno fa ancora finta di niente.
martedì 19 aprile 2011
Vinitaly 2011 - Critiche personali
VINITALY = la più grande opportunità per la fiera di Verona
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
http://www.4-flying.com
VINITALY = uno dei maggiori introiti per la recettività veronese
VINITALY = 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri
Eppure…. io non sono così ottimista sul "mondo Vinitaly"
La scelta di spostare l'evento dai canonici Giovedì-Lunedì alla nuova Domenica-Mercoledì la vedo come una penalizzazione e non un'ottimizzazione. Per quale motivo si toglie la possibilità di far visitare l'evento alla fetta più importante dei visitatori: i consumatori?
Già il prezzo di 45 euro è a mio avviso iniquo (e nonostante questo i visitatori sono stati tantissimi) se ora togliamo anche le giornate di visita ai più interessanti fruitori (chi consuma vino) vedo il Vinitaly imboccare una strada pericolosa.
Ci si lamenta che il consumo di vino interno sia sceso pericolosamente (dai 100lt pro capite degli anni 70 ai 40 odierni) ed andiamo ad ostacolare il più possibile chi il vino vorrebbe conoscerlo e berlo. Lasciamo perdere, ovviamente, i soliti giovincelli idioti che colgono l'occasione per la sbronza gratuita.
I servizi per gli espositori non sono dei più moderni; la connessione agli stand si paga; la comunicazione ed il marketing sono stati a mio avviso mancanti; la viabilità difficile; i prezzi degli hotel alle stelle..
Se arriva una struttura fieristica più moderna e lungimirante, Verona potrebbe salutare Vinitaly per sempre; allora sì che saranno dolori!
Ma per fortuna (di noi veronesi), in Italia non esiste una struttura così...
http://www.4-flying.com
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